Lettera Laicità  

Alcuni sottoscrittori
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Luigi (Gigio) Alberti attore
Alessandro Cecchi Paone giornalista
Lella Costa Attrice milano
Carmen Covito scrittrice
Paolo Crosignani direttore epid ist tumori milano
Serena Dandini autrice e conduttrice televisiva
Angela Finocchiaro Attrice
Carlo Flamigni bioetico bologna
Luciana Littizzetto attrice
Pia Locatelli europarlamentare
Maurizio Porro giornalista milano
Lidia Ravera
Gabriele Salvatores Regista
Rita Sanlorenzo segr naz mag dem torino
Piero Sansonetti giornalista roma
Michele Sarfatti storico
Michele Serra giornalista e scrittore
Sergio Staino cartoonist
Gianni Vattimo Filosofo torino
Salvatore Veca univ prof pv
Numero persone che hanno sottoscritto la lettera : 1478
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Lettera aperta al Parlamento italiano

 

Laicità: si può continuare a tacere?

 

O bisogna interrogarsi se non si è andati oltre?

 

Oltre lo stato laico e il rispetto della pluralità delle idee

Oltre l’idea di uguaglianza e il principio di non discriminazione

 

Uno Stato è laico se religioni e ideologie non hanno influenza sul governo della società, ma hanno valore solo per le persone. Lo Stato deve garantire un comune spazio di libertà e non può imporre una dottrina morale.

Per questo è necessario che chi siede in Parlamento per volontà di elettori ed elettrici serva il principio dell’autonomia e del pluralismo, rappresentando e disegnando una comunità libera e responsabile, contrastando le disuguaglianze in un contesto di diritti e doveri e sancendo la libertà di organizzarsi la vita e le relazioni senza che le scelte di alcuni diventino obbligo per tutte e tutti, pena la perdita dell’autonomia personale e la conseguente violazione della dignità della persona.

 

Vediamo crescere ogni giorno un ossessivo richiamo da parte della chiesa cattolica ai valori e ai modelli unici: in questo apostolato scorgiamo, con preoccupazione, vene di integralismo e di contrapposizione ad altri integralismi, ma, proprio perché laici, difendiamo la libertà della Chiesa e della sua missione.

 

Ciò che ci pare vada oltre è vedere le istituzioni, a partire dal nostro Parlamento, incapaci di esprimere autorevolmente il proprio giudizio.

Arretrare per evitare la chiarezza, per paura di un sano conflitto di idee non aiuta la convivenza, anzi descrive una società triste, che guarda indietro e non sa scrutare il futuro.

 

I diritti civili segnano l’epoca, parlano dell’accoglienza e delle società multietniche, del bisogno essenziale di diritti, doveri, responsabilità, di rispetto, di libertà e quindi di laicità.


Promotori: Susanna Camusso (sindacalista), Ferruccio Capelli (Direttore Casa della Cultura di Milano), Sylvie Coyaud (giornalista), Claudio Fasoli (musicista), Giorgio Gaslini (musicista), Giulio Giorello (filosofo), Sergio Lo Giudice (Presidente nazionale Arcigay), Aurelio Mancuso (Segretario nazionale Arcigay), Rita Marcotulli (musicista), Alfredo Martini (Presidente Onorario Federazione Ciclistica Italiana), Pier Giorgio Odifreddi (matematico), Moni Ovadia (regista), Ottavia Piccolo (attrice), Lella Ravasi (psicanalista), Massimo Rebotti (giornalista), Paolo Soldini (giornalista)

Risposte da Parlamentari

non so se posso aderire, essendo una delle destinatarie del messaggio, ma è così ben fatto che mi fa fatica non aderire ..........
SOTTOSCRIVO CONVINTISSIMA.....

Note e commenti dei firmatari

aderisco toto corde, come si diceva un tempo .....
Firmo  l'appello perchè ne  condivido il senso .....